Palazzo Mazziotti a Celso (Sa), scrigno del cilento

 

Il palazzo principale di famiglia Mazziotti, a Celso, dichiarato monumento nazionale, conserva affreschi con decorazioni del pittore Matteo Cilento. Cinge con tre lati la piazza principale del paese. Il luogo in cui sorge è citato negli antichi documenti notarili come “ubi dicitur li Mazziotti seu la Piazza”. Al palazzo è addossata la cappella di giuspatronato della famiglia, dedicata a san Nicola e in cui si conserva l’icona della Madonna di Costantinopoli. La costruzione risale nell’impianto al sec XV ed ha subito successive trasformazioni, assumendo l’aspetto attuale alla fine del sec XVIII.

L’ingresso principale del palazzo Mazziotti è sulla piazza, dedicata a Matteo Mazziotti.

 

Matteo Mazziotti di Celso (Napoli, 17 giugno 1851 – Roma,  1° giungo 1928) fu un politico e storico, appartenente alla famiglia cilentana dei baroni Mazziotti di Celso(Sa).

Seguì gli studi al collegio Cicognini di Prato e si laureò in legge all’Università di napoli. Si diede alla carriera politica e nel 1878 fu eletto consigliere prov.le di Salerno per il mandamento  di Pollica, carica che occupò ininterrottamente fino al 1997.  Nelle elezioni politiche del 1882, del 1886 e del 1899, fu eletto deputato del Regno d’Italia nel collegio di  Vallo della Lucania. Nel 1892 fu eletto ancora deputato nel collegio di Torchiara, e continuò ad essere rieletto fino a quando, nel 1909, fu nominato senatore. Durante la sua attività politica, ricoprì la carica di sottosegretario: alle poste con il secondo, terzo e quarto Governo di Rudini (1896-98), e alle finanze con il Governo Zanardelli (1901-03).

La facciata di Palazzo Mazziotti, scandita da dodici balconi, sormontati da frontoni alternativamente curvilinei e a triangolo, presenta numerose feritoie ed è delimitata da due torrette di guardia. Una grande lapide marmorea del comune di Pollica posta all’inizio del Novecento ricorda i membri della famiglia Mazziotti, baroni di Celso, che parteciparono alle lotte contro i Borboni.

L’impatto con la facciata si ha percorrendo dalla Chiesa il muraglione che conduce all’arco che passa sotto il Palazzo Mazziotti, per giungere alla Piazza. Altra prospettiva interessante è quella del portale principale con il cortile d’ingresso, immortalati nel 2010 nella pellicola cinematografica “Noi credevamo” del regista Mario Martone, celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Nella chiesa parrocchiale di Maria Santissima Assunta in Cielo di Celso si conservano numerose memorie della famiglia: l’altare maggiore, il sepolcreto familiare e l’altare dedicato a sant’Antonio abate, di giuspatronato familiare. Un altro altare dedicato a sant’Antonio abate, ugualmente di giuspatronato della famiglia Mazziotti, ai quali giunse dai principi Capano, si trova nella chiesa del convento di Santa Maria delle Grazie, in Pollica, ove erano sepolti molti membri della famiglia.

Lungo la via di Celso dedicata a Pietro Mazziotti, sorgono altre case palazziate appartenute in parte alla famiglia Mazziotti: il palagio feudale (passato in altra casa per matrimonio e oggi detto Amoresano), il palazzetto già di Leonino Vinciprova (uno dei mille), il palazzetto già dei nobili Verduzio, il palazzetto dei marchesi di Sessa (un ramo dei Verduzio), le case dei nobili Gaiola.

 

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