
Peppe Lanzetta è una delle voci più incisive, ruvide e autentiche della drammaturgia e narrativa napoletana contemporanea.
Nato a Napoli nel 1956, si è affermato sin dagli anni ’80 come narratore delle periferie, del disagio urbano e delle contraddizioni dell’hinterland partenopeo, declinando la sua poetica tra teatro, letteratura (con testi pubblicati anche per Feltrinelli e Baldini+Castoldi) e cinema (lavorando con registi del calibro di Mario Martone, Paolo Sorrentino, Gabriele Salvatores e Sam Mendes in Spectre).
La drammaturgia di Lanzetta si sposa in quest’opera (SONO UN CAMORRISTA E MI PIACE IL BLUES, tratto dall’omonimo libro) con la scrittura e la direzione musicale di Ignazio Scassillo, musicista, scrittore (ospite lo scorso 5 settembre al Cava Book festival 2026) e compositore noto per la capacità di fondere canzone d’autore, sonorità partenopee e contaminazioni blues e jazz.

L’opera si inserisce pienamente nella tradizione del teatro-canzone, dove la parola recitata e l’esecuzione musicale non si alternano semplicemente, ma si compenetrano. La musica non fa da mero sottofondo, ma diventa co-protagonista e controcanto drammaturgico.
Il testo gioca fortemente sul contrasto stridente evocato già dal titolo. La figura del “camorrista” — metafora delle contraddizioni, delle ferite e dell’oscurità urbana — si scontra e si fonde con la libertà espressiva, la malinconia e il riscatto del blues. Il linguaggio è crudo, ritmato, fortemente espressivo e venato di un’ironia amara.
La presenza sul palco della band dal vivo (sax, batteria/percussioni, basso) diretta da Scassillo conferisce allo spettacolo una potente carica ritmica ed emotiva. La vocalità ruvida e viscerale di Lanzetta trova nel timbro del blues il terreno ideale per amplificare la forza dei monologhi.
Sul piano critico, lo spettacolo si configura come un’operazione di forte impatto civile e culturale: attraverso la memoria, la denuncia e il paradosso, trasforma la narrazione della strada in un atto artistico di riscatto, evitando retorica e consolatorii stereotipi.

Ingresso ore 20:30
Posti limitati 




