Conversando con Patrizia Angelozzi, l’intervista alla scrittrice abbruzzese

 

 

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Patrizia Angelozzi, Editor e scrittrice, si occupa di comunicazione sociale, editoria ed è docente di scrittura creativa. Da molti anni collabora con quotidiani e siti di formazione e approfondimento per il sociale.
E’ nella redazione web de Il Fatto Quotidiano, blogger per cultura e sociale. E’nel comitato di redazione del bimestrale Cultura e Dintorni ;l’inviata al sociale  per Zonalocale.it ,sito di informazione; Scritture al sociale rubrica in Peridirittiumani.com; collabora con Il Centro gruppo l’Espresso, pagina della cultura.

 

Sue pubblicazioni:

Il Confine umano, Ianieri Editore, Senza virgola senza punto accapo, prefazione di Walter Veltroni (Sovera Edizioni); Il valore di ognuno, prefazione dell’Emerito Cardinale Ersilio Tonini (Sovera Edizioni); Ti racconto una storia (Edizioni Didattiche Gulliver); Senza amore si muore, racconto breve, vincitore del premio speciale della giuria all’Histonium, per la sezione dedicata alla violenza alle donne.

Madre di tre figli, da sempre in prima linea per il sociale, disabilità, diritti umani,disagio giovanile, promozione e ideazione progetti per l’abbattimento delle barriere, architettoniche e mentali. Diffusione e promozione della cultura, perché ‘sapere’ci salva la vita.

Blog: https://patriziaangelozzi.wordpress.com

Profilo Fb: https://www.facebook.com/patrizia.angelozzi

Qualche mese fa, a Napoli,ho conosciuto personalmente la scrittrice  proprio nel corso di una coinvolgente ed originale presentazione del suo ultimo libro (Il confine umano), una pubblicazione che lascia sicuramente il segno e con la quale, senza sosta, l’autrice sta girando tutta l’Italia  portando con se “…racconti capaci di coinvolgere il lettore, proiettandolo empaticamente nella memoria di una intensa, straziante nostalgia che sa interpellare il cuore”.

Così scrive della sua ultima pubblicazione il dottor ANTONIO CORONA (Prefetto della provincia di Chieti, che ha ne ha curato la prefazione ).

Sinteticamente l’importante testo, di estrema attualità,  racconta plasticamente storie vere di sette rifugiati richiedenti protezione internazionale, arrivati nel nostro Paese nei Centri di accoglienza e provenienti dall’Afghanistan, Iraq, Somalia, Palestina, Siria e Pakistan. Per dovere di cronaca, riferisco che ha collaborato alla sua realizzazione “CONSORZIO MATRIX” un insieme di cooperative Sociali dove “fondere le proprie forze” e conservare l’identità di ognuno è fondamentale.  L’organizzazione, nel quotidiano,  si occupa di disabilità, fasce deboli, assistenza scolastica,segretariato sociale, accoglienza (Case protette, Case di riposo, accoglienza migranti).

 A completamento del discorso, affermo senza ombra di dubbio che, Patrizia Angelozzi, oltre alle sue molteplici competenze professionali, è una Donna dotata di grande spessore umano, bontà d’animo ed innate capacità comunicative, tutte caratteristiche, queste ultime, che traspaiono non  appena s’intavola un dialogo con lei. In virtù di tali mie considerazioni riferite alla gentile scrittrice, sono stato spinto a chiederLe una mia intervista. La dottoressa Angelozzi ha condiviso al mia idea immediatamente e da qui si è sviluppata la serie di domande che Vi propongo di seguito  integralmente. Per l’occasione ringrazio di cuore e con grande riconoscenza la dottoressa Patrizia e spero, al più presto, di presentare un suo lavoro letterario nell’ambito degli eventi culturali targati Raitolibri. Come piccolo omaggio alla scrittrice la vetrina letteraria RAITOLIBRI, inoltre,  ha attivato da oggi una propria pagina fb dedicata alla professionista di cui, la Signora Angelozzi è EDITOR , quindi ne potrà  totalmente gestire il suo contenuto . La pagina si chiama: “Patrizia Angelozzi a raitolibri”  https://www.facebook.com/Patrizia-Angelozzi-a-Raitolibri-467816986898487/).

Passo ora, senza indugi, alle domande.

1.(Grillo)  Come e quando nasce la sua propensione alla scrittura ?

(Patrizia)   Il desiderio di scrivere nasce presto in me ed è contemporaneo al leggere. Insieme ai primi fumetti, il libro di Lucio Lombardo Radice, L’educazione della mente, che durante la scuola elementare ho letto più volte finché non l’ho compreso davvero. Indimenticabile.

2. (Grillo) Il suo scrivere “sociale” rivolto ai più deboli, agli emarginati, agli ultimi nasce da una formazione e professione di fede cattolica-cristiana o da nobile “altruismo laico” ?

(Patrizia) Ho avuto una formazione religiosa comune a tanti bambini, crescendo sono state le esperienze di vita ad avvicinarmi all’altro, alla visione sociale per tematiche; la disabilità, gli anziani, l’impegno verso i fragili, troppo spesso dimenticati o ignorati, i diritti umani, la legalità.

3. (Grillo) La sua ultima fatica letteraria s’inserisce autorevolmente ed efficacemente nel triste ed attuale tema dei clandestini, del traffico di vite umane, della loro strage e tutto quanto ne consegue. Qual è il suo pensiero sulle recenti e forti critiche, in corso in Italia, circa l’operato delle ONG nel Mediterraneo e la  trasparenza della loro attività?

(Patrizia) Penso che in ogni settore professionale possiamo trovare qualcosa che non funziona. Assistiamo spesso a notizie che riguardano case famiglia, asili, scuole, che vedono coinvolti bambini, anziani, persone con handicap. Poi c’è la sanità, quella buona e quella che a volte fa notizia per ‘errori e dimenticanze’.  Le industrie e gli scandali della finanza. Nonostante questo, ho un altissimo rispetto per le Organizzazioni Umanitarie, dove l’impegno viene profuso senza riserve e sono convinta, che per alcune mentalità, queste azioni possono sembrare ‘fantascienza’. Ecco, credo in un futuro con tanta ‘fanta-scienza’, un connubio tra ciò che desideriamo per noi egli altri e l’aiuto della scienza, quella che agisce sul cambiamento e che permetta di guardare il positivo e la trasparenza, perché esiste.

4. (Grillo) Quando non scrive, professionalmente parlando, come occupi il suo tempo ?

(Patrizia) Sono madre di tre figli, la più grande vive e lavora all’estero, vacanze a parte, ci ‘vediamo’con skype, gli altri due frequentano la scuola. Sono presente con loro e gli impegni sono davvero tanti. Poi c’è il lavoro da editor, per alcune case editrici, l’ufficio stampa di Associazioni e le rubriche per alcune testate giornalistiche. Qualche passeggiata al mare, appena posso e le marmellate con la frutta di stagione..

5. (Grillo) Come si riesce a rispettare il “confine” nelle descrizioni e nei racconti,comunicando quanto si apprende?
(Patrizia) E’ necessario l’allenamento del ‘sentire l’altro’, rallentando per rispettare, invitando ad approfondire, senza mai violare quel ‘confine’ che protegge ognuno di noi, altrimenti diventerebbe invasione.

6. (Grillo) Storie vere, cosi forti ed intense, come si traducono in parole  le emozioni?

(Patrizia) Si partecipa, ci si immedesima, si crea un trasfert tra chi racconta il proprio vissuto e chi ne trae il senso. E’ importante trattenere le emozioni per poterle tradurre.

7. (Grillo) Cosa vuole comunicare questo libro e cosa resta in chi lo legge?

Questo libro contiene storie meravigliose, con dentro il coraggio, la forza, l’audacia, la speranza e risposte a tanti perché. Vorrei che spiegasse cos’è vivere in  ‘pace’.

8. (Grillo) Ha già in mente una prossima avventura letteraria ?

(Patrizia)  Veramente si..per scrivere “Il confine umano” avevo lasciato in sospeso  un romanzo. Contiene argomenti diversi, dove l’essere donna incrocia e attraversa altre vite, maternità, attese, uomini, in una visione evocativa della femminilità.

Complimenti a Patrizia Angelozzi per il  suo prezioso lavoro che svolge nella società e grazie ancora per il suo tempo che ha dedicato a Raitolibri. A presto, con stima Francesco Grillo.

 

 

 

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