L’artista Lucio AFELTRA si racconta a Raitolibri


Presso lo show room di “Fornace Falcone” situato all’interno del Cilento Outlet Village di Eboli (Sa), qualche settimana fa, ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con LUCIO AFELTRA, una persona dai modi squisiti, un’artista vero,di lunga esperienza nel settore, poliedrico,versatile,raffinato.

Per l’occasione ringrazio immensamente: l’arstista AFELTRA per la sua immediata disponibilità; il Signor Valerio FALCONE, il padrone di casa, per la sua gentile  ospitalità.
Prima di guardare il video della ns. intervista, Vi consiglio di dare un’attenta occhiata al suo lungo, importante ed interessantissimo curriculum artistico. Buona lettura e buona visione. (Francesco Grillo)

Mostre personali di Lucio Afeltra

2018 “Il Bosco nel Teatro” MATERIE 4 Fornace Falcone per la Cultura.
2017/18 “La casa delle mani del poeta”, Arciconfraternita SS. Annunziata e SS.Rosario – Vietri sul Mare (SA).
2017 “Il Bosco nel Teatro”, Museo FRaC (fondo regionale d’arte) – Baronissi (SA).
2015 “da sere…orto”, Palazzo Maoli Cittaducale (RI).
2014 “da sere…orto”, Società Operaia di Mutuo soccorso ed Istruzione, Palazzo Gregoris – Pordenone.
2007 “gloBcal”, Laboratorio Amalfi, Salita S. Nicola dei Greci, Amalfi (Sa)
2005 “Photo finisc” – Intervento ambientale nell’ambito del Giffoni Film Festival, Chiesa di San Francesco – Giffoni V.P. (SA).
2003 Disegni, Studio Arkema – Portogruaro (VE).
2003 “Photo finisc” – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea – Sala Metallica-Centro Culturale “L. Da Vinci” – San Donà di Piave (VE).
2002 “Photo finisc”, Spazio Juliet – Casier (Tv)
2001 Sistemi cognitive dell’arte: media e tecnologie dell’arte contemporanea, Laboratorio di restauro “osservatorio per le arti visive” di Marina Imparato – Salerno.
1986 “art-out-art”, Spazio Imago/arte – Napoli.
1985 Centro Ellisse Napoli.

Mostre collettive

2017 “MIGRATORI & MIGRANTI”, Museo FRaC (fondo regionale d’arte) – Baronissi (SA).
2017 Peintures, Sculptures, Dessins, Gravue Photographies, Gallerie Caron Bedout, Villenevue sur Yvonne (FR).
2016 senza terra / without land, 15. biennale internazionale di architettura, Isola San Servolo – Venezia.
2015 “Venezia Open Art”, Sala dei Laneri, Venezia.
2014 “Approdi e Naufragi”, Palazzo Mezzacapo, Maiori (SA).
2014 “COS’HAI AL POSTO DEL CUORE”, Opificio Arti Performativo – Frattamaggiore (NA).
2014 “OTTO ARTISTI”, Pinacoteca Provinciale di Salerno.
2013/2014 “il segno del sogno”, Spazio Lazzari – Treviso.
2013 “Segni d’automatazione”, X Edizione Stellainarte, Stella Cilento (SA).
2013 Padiglione Tibet, Santa Marta – Venezia.
2013 “la cura” XXIX edizione Premio Sele d’oro mezzogiorno – Oliveto Citra (SA).
2012 “In Rete”, Galleria Trasparente – Milano.
2011 Padiglione Italia- 54 esposizione internazionale Biennale di Venezia, Regione Campania,
Ex Tabacchificio Centola – Pontecagnano (SA).
2009 “L’astrazione infinita”, Spazio Tethis, Arsenale novissimo – Venezia
2009 V Biennale d’arte della Magna Grecia Complesso di Sant’Adriano – San Demetrio Corone (CS)
2009 Parigi/Venezia “Dialogue – da uno all’altro” Galleria le Cheval de Sable – Parigi
2003 “All’indice” Rassegna d’arte contemporanea, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea – San Donà di Piave (Ve).
2002 Le Salon 2002 “La beaute du geste” Corps et mouvement – salle d’exposition, Port de Monaco- Montecarlo.
2002 Afeltra-Campanella-Paolini “Conversazione d’Artista”, incontri interdisciplinari Facoltà di Sociologia IMES, Università “Carlo Bo” – Urbino
2002 con la collaborazione di G.Siano, F.D’Episcopo, L.Turco Liveri, M.Imparato, realizza, presso la piazza di Giovi Bottiglieri e l’Auditorium San Giovanni di Dio in Salerno, “Alfabeti” sistemi cognitivi dell’arte: media e tecnologie dell’arte contemporanea. Convegno multidisciplinare (conversazioni sull’arte) dove si è approfondito il rapporto tra le arti e le tecnologie più avanzate, tra artisti e critici, tra concettualità e manualità del “Fare Arte”, con la partecipazione di: B. Brollo (studioso d’arte. Portogruaro), K. F. Bergmeier (ingegnere e restauratore di Steinen. Germania), A. Carini (restauratore Pinacoteca di Brera.Milano), A. Gasbarrini (critico d’arte. Pescara).
2002 “Alfabeti” sistemi cognitivi dell’arte; media e tecnologie dell’arte contemporanea, L. Afeltra, F. Campanella, P. Falivena, G. Mattioli, Maksa, O. Ricca, A.E. Senatore. Nell’ambito della stessa hanno partecipato con loro interventi: G. D’Ambrosio, E. R. Grassi, A. Bonadies, C. Procope, M. Gesualdi e dibattiti in video conferenza con studiosi e critici romani: G. Gigliotti, A. Carini, A. Mattei, E Sirello – Laboratorio di restauro e conservazione di opere d’arte di Marina Imparato – Salerno.
1999 Transiti “La geometria superata e l’inconscio dell’espressione”, Carmine Di Ruggiero e Lucio Afeltra – L.I.A. Roma.
1998 “Arie Mediterranee”, MEDELHAVSMUSEET – Stoccolma.
1997 “URBIS ARTIS”, Rampa Martini e sala del Maniscalco. Primo convegno internazionale di Sociologia dell’Arte, Università “Carlo Bo” – Urbino.
1995 “Pitturanovantacinque”, Libreria Guida – Napoli.
1988 Si interessa al teatro contemporaneo, costituendo insieme ad altri artisti il gruppo multimediale ARTETEKA, nell’ambito del quale realizza, con gli altri componenti, la regia dello spettacolo “MUDA”, di cui cura le immagini scenografiche del “Caos”. (Atto primo-Scena prima)
1985 “Tabulae”, L.Afeltra, M. Buonpane, A. D’Amore, C. De Lorenzo, M. Lanzione e P.C. MonizziMuseo provinciale dell’agro nocerino – Nocera Inferiore (SA).
1985 “III rassegna nazionale delle Accademie statali di belle arti”, EXPO/ARTE – Bari.
1983 “Rassegna Nazionale di Pittura e Scultura”, XXIII Festival del Cinema neo-realista – Avellino.
1982 “Remo Brindisi e le Accademie”, Palazzo Ducale – Sabbioneta (MN).

Si sono interessati al suo lavoro:

Massimo Bignardi, Boris Brollo, Vitaliano Corbi, Enrico Crispolti, Gelsomino D’Ambrosio, Raffaele D’Andria, Francesco D’Episcopo, Aldo Falivena, Ada Patrizia Fiorillo, Guglielmo Gigliotti, Rubina Giorgi, Laura Turco Liveri, Giuseppe Siano, Michele Sovente, Enrico Taverni, Marcello Venturoli.

“L’arte rende sacra la vita… Il nostro corpo percorre i suoi straordinari e istintivi processi: semplici processi di “vita” che avvengono in maniera indipendente dalla nostra volontà e dal nostro mondo interiore.
Involontario è anche quel qualcosa di cui abbiamo misteriosamente percezione, originato dalla mente e dal sogno, dove elaboriamo inconsapevolmente delle storie di cui siamo quasi sempre al centro della scena, ma in cui si animano figure, voci, suoni che sappiamo provenire dall’ambiente circostante o da esseri superiori. Inseriti in processi naturali, istintivi, che ci fanno sentire il nostro legame con il corpo e con i suoi straordinari dispositivi.
La lettura della storia della nostra vita in senso verticale, dal basso verso l’alto, ha scolasticamente e meccanicamente allontanato l’uomo dall’indagare gli elementi nascosti della materia e dei suoi automatismi, rimettendo al centro del nostro interesse il rigenerante archetipo della natura e dell’uomo come essere avvolto in essa, dentro il mondo, all’interno di una realtà fisica, e per certi versi anche spirituale, che si muove secondo i propri principi. Dipendere da tutto ciò che segna in parte il nostro destino non significa affatto esserne posseduti, o che al tutto dobbiamo passivamente affidarci. Infatti, al contrario, il racconto umano ha rappresentato il tentativo di svincolarsi dal prendere in mano le redini della propria sorte.
In quest’opera di emancipazione, dal domìno delle potenze naturali e sociali, che pure concorrono alla creazione di conoscenza e sistemi etici, la scienza, la filosofia e l’arte sono protagoniste. Il nostro essere, tra le sue capacità, ha coltivato soprattutto la coscienza e l’intelletto. Eppure, l’impressione di tale nostro legame con la natura è oggi diminuita a tal punto che l’abbiamo quasi dimenticata.
Non senza sforzo, dobbiamo riscoprire oggi la meraviglia per questa natura che, nel bene e nel male è autrice dei suoi processi medesimi.
Esaminare la vita, la materia nello spazio-tempo, significa esaminare ll nostro corpo come un microorganismo nel quale si riproducono e si mantengono eterogenei e raffinati sistemi di autoregolamentazione con l’ambiente interno ed esterno. Da tempo questa armonia è precaria, a volte spezzata, per cui la speculazione avanza e soccombe la cura. L’ambiente, ferito, inquinato, reso brutto e quasi invivibile, non è più il risultato di un rapporto armonico con una natura vissuta e ricercato dagli uomini. La bellezza diventa una comodità, il silenzio un inutile esercizio di perdita di tempo. La vita individuale e quella collettiva hanno assunto un ritmo accelerato. Sminuzzando il tempo, si dimentica il passato e si attende con superficialità il futuro. Come predatori si attende il momento propizio. Si assiste passivamente a una desertificazione o a una privatizzazione del divenire, ciascuno rinchiuso in sé, ignorando progetti collettivi, affermando la morte e la pericolosità delle utopie, per cui i grandi progetti hanno sempre generato grandi mostri. Nella terra che appartenne anche alla Magna Grecia ancora nasce il bisogno di creare architetture e ambienti che siano attraversati dalla bellezza e dal pensiero.”
Il mio lavoro, rappresenta per me un salutare e felice antidoto a queste tendenze degenerative della società e dell’unico. E’ un divergere contro la rassegnazione di chi si appiattisce sul presente e, per quanto possibile, elaboro progettualità e utopia, immaginando costruzioni e ambienti naturali in grado di ristabilire una nuova armonia con la natura. Una precisa pedagogia fatta da immagini essenziali, in cui la voluta semplicità è un punto di ritorno e non di partenza. L’arte (terra di appartenenza), infine, avrà modo di raccontare con l’impegno, la fantasia e la ragione, in percorsi circolari, forme di vita migliore. (Lucio Afeltra).

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