STATO O COLONIA?… (non si esca dalla caverna…)

Meglio, in primis, specificare un fatto. Non mi interessano al sommo grado gli schieramenti, non cerco cittadinanza ideologica nelle fazioni della destra e della sinistra e non ambisco ad essere guelfo, né ghibellino. Cerco solo, da sempre, di comprendere il mio tempo “espresso in concetti”, tanto per usare la grammatica hegeliana. Cerco, spinozianamente, di capire la tortuosa contemporaneità. Mi é occorsa oggi alla memoria una celeberrima affermazione di Niccolò Machiavelli: “…non c’è Stato senza sovranità delle armi e sovranità della moneta…”. Ho sempre prediletto questo concetto perché mette al riparo da accuse di fascismo, di populismo, di stalinismo e di altri plurimi “…ismi”, in ragione della mera precedenza temporale del grande Machiavelli rispetto alle vuote accuse del ceto demofobico oggi dilagante, quello che usa gli “ismi’ come grimaldelli contro i CITTADINI, contro gli IMPRENDITORI, contro I COMMERCIANTI, contro i LIBERI PROFESSIONISTI e contro i LAVORATORI italiani, nella duplice declinazione pubblica e privata. “Non c’è Stato senza la sovranità delle armi e senza la sovranità della moneta”, affermava Machiavelli, ne “Il Principe”, nel lontano 1513. É purtroppo icastico accorgersi, oggi, che al di fuori di questa condizione evocata ed auspicata da Machiavelli, può esistere solo una “colonia” geopolitica ed economico- finanziaria di un “colonizzatore” e la colonia non può avere un autonomo sviluppo, a nessun livello, perché il suo movimento é deciso dal guinzaglio, più o meno lungo e più o meno amabile, del “colonizzatore”. Ma oggi si rende necessario, anzi indifferibilmente necessario, che gli schiavi abitatori della caverna platonica manifestino amore per le proprie catene. E che, con spirito intrepido e battagliero, lottino invece con lo scopo precipuo di non poter mai abbandonare la caverna della prigionia reale e simbolica. Comprendere il mondo significa renderlo non estraneo a se stessi e riconciliarsi con esso, uscendo dal folle circo della manipolazione organizzata, sosteneva Hegel nelle “Lezioni di Estetica” del 1823. E comprendere il mondo é il primo passo per capire che nulla è eterno nella storia e che una società é sempre trasformabile con la prassi storica e con l’azione politica, come affermava Antonio Gramsci. Un invito a pensare ed a riflettere, rivolto a tutti i cittadini liberi, che vogliano pensare con la propria testa, per essere liberi e consapevoli del proprio futuro!

G.N. by RaitoLibri

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