“Il commissario Maigret” – il nuovo saggio di Domenico Della Monica

Nel corso dell’estate 2020 uscirà, fresco di stampa, l’ultimissima creatura letteraria del noto, in tutt’Italia, medico-giornalista -scrittore  vietrese DOMENICO DELLA MONICA.

Nel presente articolo, Vi propongo, in anteprima assoluta nazionale, la copertina del libro e la prefazione al testo curata dal Dottor Francesco Paolo Castaldo,già Prefetto di Alessandria e Novara.

A presto con ulteriori dettagli sull’affascinante saggio sul famoso commissario di polizia  Maigret, felicissima invenzione letteraria del monumentale autore scrittore belga di lingua francese, Georges Joseph Christian Simenon  (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989).

Buona lettura                                                       Francesco Grillo

PREFAZIONE al libro

Domenico DELLA MONICA

 è un affermato medico pneumologo ma anche un raffinato e prolifico scrittore.

Una passione, quella della scrittura, che lo ha sempre accompagnato e che gli ha suggerito, nel tempo, romanzi, racconti, opere di ricerca storica e una nutrita produzione saggistica. “Il Commissario Maigret- 90 anni di indagini-“ si colloca, a giusto titolo, in quest’ultima categoria, pur risolvendosi in un ideale confronto tra Georges Simenon e la sua più famosa creazione letteraria. Un confronto, a mio avviso, necessario per meglio capire lo scrittore ed anche per una lettura del personaggio Maigret, che finisce per essere più vero del reale e perciò più condivisibile di quanto non sembri. D’altronde, come il De Sanctis scrive del Manzoni, l’autore non tende ad idealizzare o a rendere eroici i suoi personaggi, quanto piuttosto a rappresentarli nel mondo in cui vivono , con i loro pregi e difetti; con i loro limiti , le loro passioni , le loro abitudini .
Simenon non è Maigret ma Maigret potrebbe senz’altro rappresentare la proiezione ideale di come Simenon vorrebbe o dovrebbe essere . La passione per la pipa, per la birra oppure per un buon bicchiere di Pernod o di Calvados sono elementi che riflettono loro comunanze ma, come vedremo, in una diversa visione della vita. Simenon amava le donne, anche per poterle tradire, Maigret, tranne in un’occasione, peraltro sollecitata da motivazioni collegate ad una delle sue indagini, non tradì mai la moglie Louise Leonard, che chiama, simpaticamente, signora Maigret.

Georges Joseph Christian Simenon

Simenon beveva tanto, Maigret amava bere ma con moderazione. Lo scrittore, divenuto ricco, non disdegnava una vita lussuosa e piena di comodità, il personaggio Maigret, pur facendo trapelare le sue origini piccolo-borghesi, non le ostenta, preferendo agire, anche nelle indagini, con umiltà e diffidando, sempre, delle persone troppo perfette. Forse il punto di incontro tra i due è racchiuso nella massima che “Bisogna capire e non giudicare”. È questa la caratteristica predominante di tutte le opere di Simenon, ma non certo della sua vita ed è questo il motivo conduttore del metodo Maigret che preferisce conoscere prima di tutto per capire.

Domenico Della Monica riesce, in questo libro, a fare piena luce sulla vita dello scrittore belga senza perdere mai di vista il suo Commissario.

Li mette a confronto, li fa dialogare, li fa interagire in una ipotetica convivenza, celebrando, ad un tempo, la nascita del poliziotto forse più amato della letteratura di genere – i suoi 90 anni – e la scomparsa del suo autore, avvenuta 30 anni fa. E se da un lato non può non condividersi il principio che Simenon non scrivesse ” i Maigret ” per il denaro e ” i senza Maigret “per la gloria, stante il fatto che ” la penna che scrive e descrive, la mente che giudica e arretra di fronte alle difficoltà del giudizio è la stessa “, dall’altro non si può certo negare che ” le Commissaire ” di Quai des Orfèvres sia stata una fonte di guadagno molto cospicua. Ne ” Il commissario Maigret – 90 anni di indagini ” viene riportata anche una ” impossibile intervista ” da parte dell’autore del presente saggio a Georges Simenon. Ne viene fuori una specie di vademecum che permette al lettore di disporre di utili argomenti per una più completa comprensione del carattere e del pensiero dello scrittore e dell’uomo Simenon. Nell’Appendice, infine, quasi col sorriso sulle labbra, Della Monica si cimenta, egli stesso, in un breve racconto giallo, ambientato nella sua e mia Vietri sul Mare: ” Il delitto della Crestarella “. Lo scopo è quello di aiutare il lettore ad avvicinarsi al ragionamento deduttivo dei Poirot, Nero Wolfe, Sherlock Holmes e più intuitivo di Jules Amedee Francois Maigret.

“Un giorno dopo l’altro
la vita se ne va
e la speranza ormai
è un’abitudine.”

Io credo, avviandomi alla conclusione di questa mia breve prefazione, che le parole della canzone “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco, scritta a commento dei titoli della serie televisiva dedicata al commissario Maigret, magistralmente interpretato da Gino Cervi, ci invitino a riflettere sul nostro rapporto con gli altri, criminali compresi. La nostra azione deve essere sempre finalizzata a conoscere per capire e non giudicare, perché quando si consegnano agli altri gli strumenti per capire a loro volta, il giudizio diventa una conseguenza di ognuno, fatte salve, ovviamente, le decisioni che la società affida ai giudici. E la speranza che, in un pensiero attribuito a Talete, è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e che continuano a possedere anche quelli che non hanno più nulla, non può diventare un’abitudine. E se la speranza si allea con l’umiltà nel momento in cui ciascuno è impegnato a capire e fare chiarezza, anche nelle situazioni più complicate, il risultato non può che essere positivo. Credo che il dott. Della Monica, con questo suo libro, abbia voluto, attraverso l’esegesi di due famosi personaggi, uno reale e l’altro ideale, invitarci a ragionare sulle cose perché la speranza non diventi un’abitudine e perché “i sogni” non siano “ancora sogni”. L’ “avvenire che avevamo sognato” non può e non deve essere un avvenire che ” è ormai passato”.

Francesco Paolo Castaldo

già Prefetto di Alessandria e Novara

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