
Attuare la Costituzione”, edito da Paper FIRST, è un saggio appassionato che analizza il divario tra i principi teorici della Carta del 1948 e la realtà politica italiana. De Magistris adotta una prospettiva giuridico-militante, vedendo nella Costituzione non un testo statico, ma un programma rivoluzionario incompiuto.
Punti chiave dell’opera
- Denuncia del potere: Critica aspramente il “sistema” politico-affaristico che, secondo l’autore, tradisce sistematicamente lo spirito costituzionale.
- Diritto e Giustizia: Esplora il legame tra legalità e giustizia sociale, attingendo alla sua esperienza come magistrato e sindaco.
- Partecipazione popolare: Propone una democrazia di prossimità come unico strumento per contrastare l’erosione dei diritti fondamentali.
A chi è consigliato
È una lettura ideale per chi cerca una visione anticonformista e critica delle istituzioni, ma potrebbe risultare troppo polarizzata per chi preferisce un’analisi puramente accademica o distaccata. In sintesi, è un appello all’impegno civile più che un semplice manuale di diritto.


(clicca il link di seguito e guarda la video intervista con de Magistris)
https://youtu.be/6dxfxirMt0U

Luigi de Magistris
Senza ombra di dubbio, è una delle figure più polarizzanti e discusse della politica italiana degli ultimi vent’anni. La sua traiettoria è peculiare: è passato dai tribunali alle piazze, mantenendo sempre un profilo da “outsider” e un linguaggio di netta rottura con l’establishment.
Ecco una panoramica dettagliata della sua evoluzione professionale e politica.
1. La carriera in magistratura: Gli anni delle grandi inchieste
Prima di entrare in politica, de Magistris è stato un magistrato d’assalto, principalmente attivo in Calabria come sostituto procuratore a Catanzaro. Il suo nome è legato a inchieste che scossero i palazzi del potere tra il 2004 e il 2007:
- Poseidone: Un’indagine sull’uso illecito di fondi comunitari destinati alla depurazione delle acque.
- Why Not: Forse la sua inchiesta più celebre, che mirava a scoperchiare un presunto intreccio tra politici, imprenditori e massoneria deviata per la gestione di appalti pubblici.
- Lo scontro istituzionale: Queste indagini portarono a scontri violentissimi con i vertici della magistratura e della politica. Subì il passaggio dei fascicoli ad altri magistrati e, infine, il trasferimento d’ufficio per “incompatibilità ambientale”, che lo spinse a lasciare la toga per la politica.
2. L’ascesa politica: Il “Sindaco di Strada”
Nel 2011, de Magistris compie l’impresa: si candida a Sindaco di Napoli contro i pronostici e batte sia il centrodestra che il centrosinistra ufficiale, cavalcando l’onda dell’arancione (colore del suo movimento).
I due mandati (2011–2021)
La sua amministrazione è stata caratterizzata da una cifra stilistica inconfondibile:
- La gestione dei rifiuti: Riuscì a superare la fase emergenziale dei cumuli di spazzatura nelle strade, puntando sulla raccolta differenziata (anche se con risultati alterni nel tempo).
- I “Beni Comuni”: Napoli è stata la prima città a istituire un assessorato ai Beni Comuni, riconoscendo realtà come l’Ex OPG o l’Asilo Filangieri, centri sociali e spazi occupati visti come laboratori di democrazia partecipata.
- Turismo e Lungomare: Ha pedonalizzato il Lungomare Caracciolo e promosso l’immagine di Napoli nel mondo, portando a un boom turistico senza precedenti per la città.
- Il dissesto finanziario: Sul piano economico, il Comune ha vissuto anni difficilissimi, costantemente sull’orlo del fallimento e in perenne scontro con il governo centrale per il reperimento di fondi pubblici.






