nato alla Spezia il 26 febbraio 1987, ha costruito il proprio percorso umano e creativo attraversando città e immaginari diversi. Dopo gli anni della formazione nella città ligure, si è trasferito a Parma per frequentare l’università, fino a stabilirsi definitivamente a Milano, dove oggi vive e lavora presso il Duomo. È proprio questo continuo dialogo tra quotidianità e cambiamento a nutrire la sua scrittura, coltivata sin dall’adolescenza come mezzo per esplorare stati d’animo, inquietudini e possibilità narrative.
Dopo i romanzi “Una finissima barca a vela” (2016) e “La corda e l’artiglio” (2017), due thriller/noir strettamente collegati che hanno definito il suo stile teso e introspettivo, Cariola amplia il proprio orizzonte narrativo con “Side effects. È solo l’inizio”,
un’opera che segna un’evoluzione significativa del proprio stile.
Ambientato in un fast food della città di Parma, il romanzo prende avvio da un evento apparentemente banale: il ritrovamento di una scatola senza mittente nello spogliatoio. Ma quella presenza anonima diventa presto il detonatore di una frattura profonda, capace di stravolgere la vita dei protagonisti. Ognuno di loro scopre di possedere un’abilità fuori dal comune, un dono che si rivela presto ambiguo e gravido di conseguenze. In Side effects il potere non è mai gratuito: ogni capacità comporta un prezzo, e non tutti sono disposti o pronti a pagarlo.
La narrazione si sviluppa attraverso una coralità ben costruita, popolata da personaggi singolari, credibili e spesso fragili, costretti a confrontarsi con scelte difficili, alleanze inaspettate e verità taciute. Al centro dell’intrigo si staglia la figura di Aiden, mente lucida e priva di scrupoli, regista di un progetto segreto che solleva interrogativi etici profondi sul controllo, sulla manipolazione e sul
Lo stile di Cariola è diretto, riconoscibile, talvolta ironico, capace di alternare tensione narrativa e riflessione senza mai spezzare il ritmo del racconto. Il narratore accompagna il lettore tra le maglie della storia, arricchendola con considerazioni di varia natura che amplificano il senso di inquietudine e coinvolgimento.
Side effects. È solo l’inizio non offre risposte definitive, ma apre scenari, semina dubbi e prepara il terreno a sviluppi futuri. Un romanzo che intrattiene e interroga,
confermando Davide Cariola come una voce personale e in evoluzione nel panorama narrativo italiano contemporaneo.
Un titolo che mantiene la sua promessa: ciò che viene raccontato non è un punto d’arrivo, ma l’origine di qualcosa di molto più grande.